DADI ROOMS: il progetto in onda su L’Italia che Fa (Rai 2)

A L’Italia che fa, il nuovo programma Rai che racconta il non profit, il Gruppo Down Dadi di Padova racconterà la propria esperienza e il progetto di punta DADI Rooms, al quale ci siamo affiancati come Architetti e portavoce pro-bono. La struttura ricettiva gestita da persone con Sindrome di Down e Disabilità Intellettive, realizzata con il contributo della Fondazione Cariparo.

Il progetto DADI ROOMS: Down Dadi e Fondazione Cariparo su Rai 2

L’Italia che fa. Si chiama così il nuovo programma televisivo condotto da Veronica Maya, che dall’inizio di giugno sta portando su Rai2 i progetti e le storie delle persone e degli enti non profit impegnati quotidianamente per il bene comune, in servizi verso le categorie fragili o in iniziative innovative.

Ogni settimana quattro storie di comunità locali si raccontano. I protagonisti hanno la possibilità di esprimere cosa vorrebbero fare in futuro per le persone e per i temi di cui si occupano.

Il programma crea un ponte tra il pubblico e i temi trattati, agendo come uno sportello di servizio. La redazione raccoglie segnalazionirichieste e proposte dei telespettatori che vogliono impegnarsi in prima persona, facendo qualcosa di utile e concreto per la società e per l’ambiente che li circonda.

Il “piccolo hotel” DADI Rooms

L’Italia che fa ha scelto di raccontare l’esperienza del Gruppo Down Dadi. E in particolare il progetto DADI Rooms, alla cui realizzazione la nostra Fondazione ha contribuito con 250.000 euro.

Il Gruppo Down Dadi racconterà, attraverso i suoi protagonisti, il progetto DADI Rooms: “il piccolo hotel” con servizio B&B gestito da persone con Sindrome di Down e Disabilità Intellettive.

La struttura potrà contare su cinque camere doppie con bagno, più una zona giorno, una cucina, e un’area riservata al personale.

Le storie di Down Dadi andranno in onda su Rai2, da lunedì 22 a venerdì 26 giugno alle 16.10, con un focus speciale nella puntata di mercoledì 24 giugno.

Guarda il programma su Ray Play

Mettere le ali all’innovazione

Le persone con disabilità di Down DADI svolgeranno tutte le mansioni necessarie al funzionamento di DADI Rooms, dalla preparazione delle colazioni alla pulizia delle camere, dalle attività di reception ai servizi ai clienti.

In questo modo i ragazzi potranno lavorare, vedendo valorizzate appieno le proprie potenzialità.

Per attivare DADI Rooms mancano solo gli allestimenti necessari all’apertura. Per sostenere quest’ultimo passo servono altri 135.000 euro che, se recuperati a breve, permetteranno di aprire entro la fine dell’anno.

Questa opportunità  ci permette di mettere le ali a quell’innovazione che è possibile anche nel sociale.

– Patrizia Tolot, Presidente Down Dadi

Le persone con Disabilità Intellettiva e sindrome di Down – prosegue la Tolot – non più considerate individui deboli da curare o assistere. Ma cittadini attivi che adeguatamente educati possono diventare una risorsa preziosa per dare nuova vita ad angoli dimenticati della città. Dadi Rooms sarà tutto questo, un luogo ristrutturato grazie al contributo della Fondazione Cariparo al quale daremo nuova vita, inserendovi quella bellezza che deriva dalla dignità delle persone con disabilità che ci lavoreranno.

La solidarietà va in tv

L’Italia che fa è un format scritto, realizzato e prodotto da Libero Produzioni Televisive in collaborazione con Rai Pubblicità, con la partnership di Fondazione CariploFondazione EY Italia Onlus e grazie all’impegno di molte organizzazioni non profit e fondazioni di origine bancaria, tra cui, oltre alla Fondazione Cariparo, Fondazione Compagnia di Sanpaolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì, Fondazione di Modena, Impresa Sociale con I Bambini, Fondazione Con il Sud, Fondazione Carispezia, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Progetto Ager-Agroalimentare e Ricerca, Actionaid Italia. Un impegno che nei prossimi mesi è destinato a crescere.

L’Italia che fa è un programma di Marco Falorni e Andrea Frassoni. Regia Giovanni Caccamo, direttore della fotografia Giorgio Gorgatti, scenografia Barbara Fizzotti.

(CS Fondazione Cariparo)

Il ruolo della Community di Architetti Design2Taste raccontato su Rai 2

Sarebbe stato impossibile non decidere di affiancarci subito con entusiasmo all’Associazione Down Dadi abbracciando il valore di inclusione sociale, ma non solo, espresso dal loro DADI ROOMS.

Un progetto che ha permesso agli Architetti e Interior Designer della nostra Community di esprimere competenze e creatività senza alcun tipo di vincolo ma, al contrario, li ha stimolati a trovare soluzioni di design in grado di far competere l’offerta ricettiva di questa struttura con quella delle più quotate di Padova facendone emergere la qualità e non, come spesso accade in questo tipo di realtà, i luoghi comuni.

DADI ROOMS è un albergo gestito da ragazzi con sindrome di down e altre disabilità.

Ma DADI ROOMS non è ciò che ti aspetteresti di trovare in un albergo gestito da ragazzi con sindrome di down e altre disabilità.

Non c’è spazio per i cliché sociali.
Non c’è spazio per lo stereotipo.
Non c’è spazio per l’assistenzialismo.

C’è spazio per la personalità.
C’è spazio per lo stile.
C’è spazio per l’autonomia.

Il progetto DADI ROOMS si fonda su 7 parole chiave:

  • Lavoro
  • Dignità
  • Impegno
  • Sogno
  • Identità
  • Ruolo
  • Motivazione

Sogno è la parola che più ci ha colpito e che ancora oggi ci coinvolge.
Perché il concept che abbiamo progettato per DADI ROOMS è proprio questo che vuole trasmettere agli ospiti che vi soggiorneranno: dovranno sentirsi in un sogno.

Per questo, nella progettazione, abbiamo deciso di non farci condizionare da alcun tipo di preconcetto.
Abbiamo progettato una struttura ricettiva di fascia medio-alta che vuole porsi come nuovo punto di riferimento per la città di Padova. Indipendentemente da chi la gestirà.

Per questo, per le soluzioni di allestimento e arredo scelte, abbiamo deciso di fare squadra con le aziende e i brand partner Design2Taste della fascia di prim’ordine.
Da nomi come Bulthaup e Quadro a maestranze artigiane della Riviera del Brenta.

Ecco le parole dell’Arch. Nicola Ceciliot, Art Director del progetto di Interiors:

Il progetto si incerniera su una visione fluida e semplice degli spazi, permettendo ai materiali trattati senza artefizzi di esaltare forme e funzioni.
Questo per permettere a chi vivrà l’ambiente di visualizzare l’essenza dell’idea compositiva senza compromessi.