Giornata Mondiale dell’Architettura: 6 case per celebrarla ispirandosi

Istituita nel 2005 dall’Unione Internazionale degli Architetti, il primo lunedì di ottobre è segnato nel calendario degli addetti ai lavori e degli appassionati di design come la Giornata Mondiale dell’Architettura. E mentre attendiamo l’arrivo del 7 ottobre, giochiamo d’anticipo contemplando 6 progetti architettonici e di allestimento degli interni da cui trarre ispirazione per il confezionamento del vostro habitat di vita.

Farnsworth House – Illinois

Commissionata dalla Dottoressa Edith Farnsworth al celebre architetto Ludwig Mies van der Rohe, è stata costruita in vetro e acciaio tra il 1945 e il 1951 nei pressi del fiume Fox, a sud di Plano, cittadina a circa 80 km di distanza da Chicago.

Collocata in un contesto rurale, doveva rispondere a un’esigenza di vita ben precisa: consegnare nelle mani della committente un luogo di cui poter godere a pieno dei suoi hobby e dell’immersione totale nella natura circostante.

Rock House – California

Una vera e propria casa nella roccia, progettata nel 1996 da Brion Jeannette su richiesta di Dennis Morin, imprenditore nel campo dei software.

Sulle sponde di Laguna Beach (California), l’abitazione fu letteralmente incastonata nella Aliso Rock, che fu precedentemente rotta e scavata per poi venire riassemblata (e la vegetazione ripiantata) attorno alla struttura, rinforzata con cemento.
Come anche l’occhio meno allenato riesce a intuire, l’influenza di Gaudì aleggia nell’aria.

Stevens Residence – California

Restiamo nello stato dell’orso e ci sposiamo sulle coste di Malibù, dove si trova una delle abitazioni più ambite degli anni Novanta, la Stevens Residence, progettata del 1968 da John Lautner.

Realizzata in legno e cemento, è caratterizzata dalla facciata in vetro che, per forma, colore e giochi di riflessi, richiama alla mente le onde del mare su cui si affaccia.

Muralla Roja – Spagna

Il progetto Muralla Roja è firmato Ricardo Bofill. Realizzato nel 1968 a Calpe (Spagna), si ispira alla tradizione mediterranea di forte impronta araba, e pone nel colore audace il tratto distintivo.

Il risultato oggi sarebbe definito come “instagrammabile”, una reinterpretazione della Qasba forte e moderna, in cui scale, ponti e piattaforme si intersecano tra loro immergendosi nei toni di rosso, viola, blu, indaco, creando così un labirinto visionario.

Villa Ephrussi de Rothschild – Francia

Costruita dalla baronessa Béatrice de Rothschild nell’arco di sette anni, dal 1905 al 1912, fu disegnata dall’architetto Aaron Messiah.

Ancora una volta siamo di fronte a un ambiente che oggi definiremmo “instagrammabile”, grazie al colore rosa – tanto caro alla baronessa – e ai dintorni incantevoli. La villa si trova infatti su un promontorio a Cap Ferrat (Costa Azzurra), affacciata sul Mar Mediterraneo.

Riempita da Béatrice con mobili antichi, opere d’arte dei grandi maestri europei, collezioni di rarissime porcellane, e contornata da un’opera di garden design inestimabile, è oggi meta turistica gettonatissima grazie all’apertura al pubblico.

Suzuki House – Giappone

Realizzata a Tokyo nel 1993 dal duo Bolles+Wilson, l’abitazione rappresenta il classico esercizio di ricerca ed espressione a cui un architetto può dedicarsi quando si imbatte in un committente che desidera una soluzione più vicina all’opera artistica che alla funzione di habitat.

Vedete quella chiazza nera che circonda la finestra principale dell’edificio? Ebbene, la figlia del committente, Mr. Akira Suzuki, appena la vide la interpretò come la benda sull’occhio di un panda gigante. Bolles e Wilson, invece, la associarono al segno lasciato di soppiatto da un abile ninja di passaggio.

In questo edificio ritroviamo anche il tema “casa nella casa”, nella scatola di cemento installata sopra la cucina.

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